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APPROFONDIMENTO SULLA NORMA 81-20/50
2 dicembre 2019

Adeguamento norme, modifiche EN 81-20/50

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I produttori per porte di ascensori, come per tutti gli altri componenti, hanno compiuto uno sforzo di adattamento alle nuove norme in oggetto, per importanza ed estensione, pari solo a quello sviluppato per la Direttiva 95/16 e la UNI 81/1-2 giusto venti anni fa. I test sulla resistenza delle porte da effettuare su tutte le tipologie di produzione sono solo la punta dell’iceberg di un lavoro di adeguamento durato alcuni anni.

ART.5.3.5. RESISTENZA DELLE PORTE DI PIANO E CABINA
ART.5.3.5.3. La norma prevede una determinata resistenza meccanica, con test sulle porte di piano complete con il loro dispositivo di blocco e le porte di cabina con il BFP. Entrambe devono possedere una resistenza meccanica descritta al punto 5.3.5.3.1. Tale resistenza investe anche i vincoli meccanici, sia dei carrelli sia dei pattini di scorrimento sulla soglia. Vogliamo fissare l’attenzione su tre punti, fondamentali per la sicurezza delle porte sia di cabina sia di piano.

ART.5.3.9 BLOCCAGGIO E SBLOCCAGGIO D’EMERGENZA DELLE PORTE DI PIANO E CABINA
L’ART.5.2.5.3.1. afferma che la distanza orizzontale tra la superficie interna del vano di corsa e la soglia […], non deve essere maggiore di 0,15 m.
Al punto c di tale articolo, però, si consente di superare il limite predetto nel caso in cui l’operatore di cabina sia munito di porte bloccate meccanicamente e che possono essere aperte solo nella zona di sbloccaggio di una porta di piano.

ART.5.3.9.2. Il blocco fuori piano (BFP) sull’operatore cabina deve soddisfare i requisiti dell’ART.2.3.9.1. (Dispositivo di blocco delle porte di piano).
Pertanto il BFP, per distanze superiori a 0,15 m, è considerato come un componente di sicurezza e deve essere certificato secondo i requisiti della EN 81-50/2014, punto 5.2., ed effettuare un test di un milione di inserzioni.

ART.5.3.15. APERTURA PORTA DI CABINA
ART.5.3.15.1. L’apertura manuale delle porte di cabina deve essere possibile solo quando la cabina si trova nella zona di sbloccaggio, con una forza non maggiore di 300 N.
a) Dalla fermata dopo che la porta di piano è stata sbloccata con la chiave di sblocco di emergenza o dalla porta di cabina;
b) Dall’interno della cabina.
Pertanto, quando la cabina si trova nella zona di sbloccaggio, nel caso di alimentazione normale, deve predisporsi nella scheda elettronica dell’operatore la possibilità di apertura – dopo qualche secondo – dell’abbinamento che consenta l’affiancamento alle rotelle del blocco della sospensione, permettendo così l’apertura manuale delle porte di cabina con uno sforzo non maggiore di 300 N. In caso di mancata alimentazione immediatamente dopo l’arrivo della cabina al piano nella zona di sbloccaggio, l’abbinamento rimane chiuso.

Agendo con una forza minore di 300 N sulle porte dall’interno della cabina, deve consentirsi al gancio del BFP di percorrere uno spazio che permetta allo scivolo esterno che controlla l’apertura dell’abbinamento, di interagire con la rotella di apertura della serratura di piano, ottenendo così sia l’apertura della serratura di piano sia il sollevamento del gancio del BFP.
Si deve però specificare che, a seguito dell’interpretazione 007 CEN/TC10, la nuova EN 81-20, che entrerà in vigore nel 2020, preciserà, all’art. aggiuntivo 5.3.15.2.2, che in caso di mancata alimentazione e ascensore bloccato al piano, l’assistenza ai passeggeri, per la riapertura delle porte deve essere realizzata dall’esterno da personale istruito.

ART.5.3.15.2. Per limitare l’apertura della porta di cabina da parte di persone all’interno di cabina, si devono prevedere mezzi (BFP) tali che:
a) Quando la cabina è in movimento, deve essere assicurato l’auto mantenimento della porta chiusa, e di conseguenza l’apertura della porta di cabina dovrà richiedere uno sforzo maggiore di 50 N (in movimento non ferma, lungo tutto il vano, anche in zona sbloccaggio).
b) Quando la cabina è all’esterno della zona di sbloccaggio (5.3.8.1.) non deve essere possibile aprire la porta di cabina per più di 50 mm con una forza di 1.000 N al meccanismo di contrasto e la porta non si deve aprire per funzionamento automatico motorizzato (ferma fuori dalla zona di sbloccaggio).

ART 5.12.1.5 COMANDI PER LA MANOVRA DI ISPEZIONE
ART.5.12.1.5.1.1 La norma prevede che, per agevolare l’ispezione e la manutenzione, deve essere installato in modo permanente un dispositivo di comando facilmente accessibile per la manovra di ispezione.
ART.5.12.1.5.1.2 Il commutatore di ispezione, nella posizione di ispezione, deve soddisfare alcune condizioni, e tra queste al punto d): un dispositivo di arresto in conformità al punto 5.12.1.11.1.
Tale ultimo punto prevede un dispositivo di arresto per fermare e mantenere l’ascensore fuori servizio, comprese le porte motorizzate.
I dispositivi di arresto devono essere costituiti da dispositivi elettrici di sicurezza conformi al punto 5.11.2., devono essere, altresì, bistabili e tali che un ritorno in servizio non possa derivare da un’azione involontaria.
5.12.1.5.2.1 Il commutatore di ispezione, nella posizione di ispezione, deve soddisfare contemporaneamente alcune condizioni di funzionamento. Tra queste:
a) Neutralizzare i comandi del funzionamento normale;
b) Qualsiasi movimento automatico delle porte motorizzate deve essere impedito.

La chiusura motorizzata della porta deve dipendere da:
1) Azionamento di un pulsante di direzione per il movimento cabina; oppure
2) Altri interruttori protetti contro l’azionamento accidentale per comandare il meccanismo di azionamento delle porte.
Lo spirito della nuova normativa ha come obiettivo che le condizioni di sicurezza per il manutentore, sia in fossa sia in testata, debbano equivalersi.
Pertanto, specie dopo l’ispezione in fossa, è stata stabilita una procedura molto rigida, che garantisca la massima sicurezza per il ripristino del funzionamento normale
dell’impianto.

ART. 5.12.1.5.2.2
Il ritorno al funzionamento normale dell’ascensore dal dispositivo della manovra d’ispezione nella fossa può essere effettuato solo dopo avere impostato alla posizione ‘normale’ il commutatore di ispezione e rispettando le ulteriori seguenti condizioni:
a) Le porte dei piani che danno accesso alla fossa sono chiuse e bloccate;
b) Tutti i dispositivi di arresto nella fossa sono inattivi;
c) Il dispositivo elettrico di ripristino all’esterno del vano di corsa è azionato:
1) In combinazione con la chiave di sblocco di emergenza della porta di accesso alla fossa; oppure
2) In modo accessibile solo al personale autorizzato, ad esempio all’interno di un armadio chiuso.

In entrambi i casi la procedura deve essere opportunamente descritta nelle istruzioni d’uso. Tutte e due le procedure descritte devono essere collegate alle caratteristiche del quadro: questi deve sapere e fare proprio il messaggio ricevuto in una delle due modalità descritte.
Esaurita l’attività di manutenzione e ispezione in fossa, e prima di uscire dalla stessa – nel caso non vi sia porta d’accesso diversa da quella di piano e non possa essere raggiunto il dispositivo di sblocco dalla scala della fossa (entro 1.8 in altezza e 0.80 in orizzontale) – nel caso le porte del piano più basso si siano chiuse, si deve prevedere la riapertura delle porte medesime, attraverso un cavetto (vedi articolo 5.3.9.3.5) posto alla base delle antine e collegato al blocco della sospensione.

ART.5.12.1.8. DISPOSITIVO DI BYPASS DELLE PORTE DI PIANO E DELLA CABINA
ART.5.12.1.8.1. Per la manutenzione dei contatti delle porte di piano, delle porte di cabina e dei dispositivi di blocco delle porte, un dispositivo di by-pass deve essere previsto nel quadro di manovra.
Il comando di by-pass deve soddisfare le seguenti condizioni:
a) I comandi della manovra normale, compreso il funzionamento di qualsiasi porta motorizzata automatica, devono essere neutralizzati;
b) Deve essere possibile il bypass dei contatti e dei dispositivi di blocco delle porte di piano e di cabina.
Deve pertanto essere introdotto il bypass, con un contatto aggiuntivo, collocato generalmente sull’operatore di cabina che dia un segnale elettrico al quadro che evidenzi che le porte motorizzate dell’impianto siano chiuse. Il contatto di by-pass dovrebbe essere realizzato a distacco obbligato con ilcontrollo diretto anta aperta anta chiusa.
Vincenzo Pattavina
Dapa

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